ANNO 16 n° 68
Liti e accuse reciproche, 39enne assolto dall’accusa di maltrattamenti
Per il tribunale di Viterbo il fatto non sussiste. Continui litigi tra ex compagni, tra episodi al Sacrario e interventi delle forze dell’ordine
08/03/2026 - 11:40

VITERBO – Si è concluso con un’assoluzione piena il processo a carico di un operaio dominicano di 39 anni, accusato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della ex compagna. Il giudice Jacopo Rocchi ha stabilito che il fatto non sussiste, ponendo fine alla vicenda giudiziaria nata da una relazione segnata da continui litigi e tensioni.

La storia riguarda una coppia di origine dominicana, genitori di una bambina di pochi mesi e con altri figli avuti da precedenti relazioni. Tra l’estate del 2023 e il gennaio del 2024 i due avrebbero più volte dato vita a violenti diverbi nel centro di Viterbo, richiamando anche l’intervento delle forze dell’ordine.

Tra gli episodi più movimentati quello avvenuto nell’agosto del 2023 in un bar della zona del Sacrario, quando, secondo quanto emerso in aula, l’uomo sarebbe stato colpito con una bottiglia dalla compagna. La donna si sarebbe poi allontanata a piedi con la neonata nel passeggino mentre sul posto arrivavano polizia e carabinieri.

Le liti tra i due sarebbero proseguite nei mesi successivi fino all’8 dicembre 2023, quando l’uomo avrebbe preso a pugni e calci la porta dell’appartamento in pieno centro dove viveva la donna, che nel frattempo gli aveva tolto le chiavi di casa. Dopo l’ennesimo intervento delle forze dell’ordine, nel gennaio successivo, il 39enne era stato denunciato e sottoposto alla misura dell’allontanamento dalla presunta vittima.

Nel processo, in cui l’imputato era difeso dall’avvocato Eleonora Olimpieri, la ex compagna si era costituita parte civile con l’avvocato Andrea Marinelli. L’accusa aveva chiesto una condanna a due anni di reclusione.

Davanti al giudice l’uomo ha ammesso i frequenti litigi ma ha sempre negato qualsiasi violenza fisica. Secondo quanto emerso nel dibattimento, la convivenza tra i due sarebbe durata appena un mese e mezzo. In un’altra circostanza, il 10 ottobre, la donna era finita in ospedale con una prognosi di sei giorni, ma non è stato chiarito se le lesioni fossero dovute a un gesto autolesionistico o a un’aggressione.

Dopo la misura di allontanamento il 39enne si è trasferito in una frazione del capoluogo e ha avviato a sua volta una denuncia per poter vedere la figlia. Al termine del processo il tribunale ha quindi pronunciato l’assoluzione con formula piena, chiudendo il caso giudiziario nato da una relazione segnata da continui contrasti e accuse reciproche.






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